"La vera terra dei barbari non è quella che non ha mai conosciuto l’arte, ma quella che, disseminata
di capolavori, non sa né apprezzarli né conservarli"
(Marcel Proust)

sabato 31 dicembre 2011

Patti, il 3 gennaio concerto di Musica Sacra in Cattedrale

Alla cattedrale di Patti (inizio ore 21,00) sarà di scena il 3 gennaio 2012 l'Orchestra (in residence) della Settimana di Musica Sacra di Monreale diretta dal maestro Giuseppe Cataldo, nuovo Direttore Artistico della rassegna internazionale di Monreale per il triennio 2011-2013. Repertorio della serata: lo Stabat Mater di Pergolesi e la Sinfonia n.38 “Praga” di W. A Mozart. In scena anche Aurora Tirotta (soprano) e Lorena Rizzo Scarlata (mezzosoprano). L'evento fa parte del Festival "Il Circuito del Mito " (www.ilcircuitodelmito.it ), promosso da Regione Siciliana, Assessorato Regionale del Turismo, e si tiene in collaborazione con la Diocesi di Patti e l'Arcipretura della Cattedrale.

lunedì 19 dicembre 2011

Canto di Natale in catacomba a Siracusa

La Pontificia Commissione di Archeologia Sacra - Ispettorato per le Catacombe della Sicilia Orientale, in collaborazione con l'Arcidiocesi di Siracusa - Ufficio Diocesano Pastorale Turismo, e con la Kairòs turismo cultura eventi, organizzano un ciclo di rappresentazioni teatrali nell'ambito del cartellone di eventi natalizi "Itinerari d'Autore". 
Nel suggestivo scenario sotterraneo della Catacomba di San Giovanni a Siracusa (piazza San Giovanni), sarà di scena il "Canto di Natale" di Charles Dickens, in una rappresentazione teatrale curata da Franco Mirabella, con l'accompagnamento musicale del flauto di Andrea La Monica.
Lo spettacolo, rivolto anche ai più piccoli, sarà messo in scena nelle seguenti date del mese di dicembre: 
- mercoledì 21,
- giovedì 22,
- venerdì 23,
- mercoledì 28,

- giovedì 29,
- venerdì 30,

Inizio spettacolo alle ore 19, prenotazione consigliata
(biglietto € 6, ingresso libero per i ragazzi fino a 12 anni).

Per informazioni e prenotazioni:
tel. 0931 64694 (ore 9.30-12.30, escluso il lunedì)
info@kairos-web.com
info@catacombesiracusa.it

giovedì 15 dicembre 2011

Un tributo all'arte: opere in mostra al Caffè Galante di Patti (ME)

Esposizione d'arte contemporanea.

Selezione di dipinti e di sculture di Nino Abbate provenienti dal Museo Epicentro di Gala di Barcellona P.G.

Inaugurazione il 16 Dicembre alle ore 18.00, durante la presentazione del libro "Un Tributo all'Arte" di Nino Abbate, artista e curatore del Museo Epicentro.

Le opere d’arte di Abbate scaturiscono da una forma primigenia circolare per esprimere le inquietudini provate dall'artista in anni di amore per l’arte.
Il Museo Epicentro nasce nel 1988 e viene inaugurato ufficialmente nel 1994 con una testimonianza scritta di Renato Barilli, contiene la collezione d'arte contemporanea su mattonelle frutto delle donazioni di oltre mille artisti e della determinazione di Nino Abbate che ha saputo superare numerse avverse vicende.

L'esposizione è organizzata dal Club Amici di Salvatore Quasimodo di Patti e dal Museo Epicentro con il Patrocinio del Comune di Patti e la collaborazione del Centro Commerciale Naturale Patti Centro.

Patti: Alinari e Lodola in mostra nelle sale del Convento San Francesco

LUCA ALINARI
Patti e Tindari: splendidamente adagiate sul quel mare che ha visto l’incontro ed il fondersi delle più grandi civiltà, da quella greca a quella araba, da quella romana a quella normanna; città intrepidamente estese sulla costa tirrenica, perni della terra sicula e del mediterraneo che ha visto generare, musicisti, poeti, pittori, scultori, scienziati da Bellini a Verga, da Fiume a Guttuso, da Messina a Zichichi; Patti e Tindari dunque, non possono non essere sede più degna per l’arte contemporanea e lo Spazio Espositivo non può che essere il Convento San Francesco che si erge e si pone come un’incontro epocale di culture tra Occidente e Oriente, tra Nord e Sud; da qui l’idea di un Contenitore che veda fondersi insieme l’arte visiva moderna e contemporanea, alla Storia della Città di Patti. 

Le sale dello “Spazio Convento San Francesco” verranno inaugurate Sabato 17 dicembre 2011 ore 17.30, con una mostra di Opere scelte dei maestri Luca Alinari e Marco Lodola. Il sindaco di Patti, Mauro Aquino, con l’apertura di questo spazio espositivo vuole dare un chiaro segnale di grande attenzione alla vita culturale della Città, convinto che con una seria e professionale programmazione di eventi di livello nazionale ed internazionale si può contribuire in maniera rilevante al rilancio del turismo e quindi al rilancio dell’economia.

MARCO LODOLA

Prima di Thapsos: convegno a Siracusa il 16 e 17 dicembre 2011

Si terrà a Siracusa, al Museo archeologico regionale Paolo Orsi, un convegno di studi intitolato “Prima di Thapsos – La Sicilia orientale tra l’Eneolitico finale e l’Età del Bronzo Antico”. L’evento si terrà il 16 e il 17 dicembre. Fra i relatori vi sono il direttore del Parco archeologico di Kamarina, Giovanni Di Stefano, che parlerà delle “Sepolture parziali e secondarie: pratiche funerarie e culti nel Bronzo antico siciliano”; Saverio Scerra, archeologo della Soprintendenza di Ragusa, Damiano Bracchitta, archeologo, e lo stesso Di Stefano che tratteranno dei “Vecchi e nuovi rinvenimenti dell’età del Bronzo antico in Contrada Forche San Giovanni a Santa Croce Camerina”. Scerra, insieme a Cardinale e Gusmano, relazionerà poi su “Ragusa, Contrada Scifazzo: un insediamento dell’età del Bronzo”.


sabato 10 dicembre 2011

El Greco in mostra a Messina fino al 19 febbraio 2012

«L'Adorazione dei pastori del Greco "di nuovo" in Sicilia» è il titolo della mostra allestita all'interno del Museo regionale "Maria Accascina" di Messina e visitabile fino al 19 febbraio del prossimo anno.
Al centro della mostra il bellissimo quadro di El Greco (nome con cui è conosciuto il pittore cretese Domenico Theotokopoulos, 1541-1614), "L'Adorazione dei pastori", proveniente dalla Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini di Roma. In Sicilia il prezioso dipinto ritorna dopo più di un secolo, essendo appartenuto a un certo Claudio Sabato, colonnello di Palermo, prima di essere acquisito al demanio statale e prendere la strada di RomaLa mostra, corredata di apparati didattici e illustrata in una brochure, alla cui redazione hanno contribuito Elena Ascenti, Alessandra Migliorato, Giusy Larinà, Donatella Spagnolo e Agostino Giuliano, potrà essere visitata tutti i giorni, escluso il mercoledì, dalle 9 alle 13.30 e i pomeriggi di martedì, giovedì e sabato dalle 15.00 alle 17.30.

giovedì 1 dicembre 2011

Lux in Villa Pactensi - La Villa Romana di Patti: sabato 3 dicembre incontro con la prof.ssa Mariarita Sgarlata

Sabato 3 dicembre alle ore 18.00 presso l’Auditorium San Francesco di Patti, in seno al progetto "Lux in Villa Pactensi" sarà possibile assistere alla conferenza “Dal sistema delle villae al Patrimonium Sancti Petri: il ruolo dei vescovi e degli aristocratici”, organizzata in collaborazione con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, Ispettorato per le Catacombe della Sicilia Orientale, l'Università di Catania, Laurea Magistrale in Archeologia, il Comune di Patti e il Patrocinio della Diocesi di Patti.

Ospite d’eccezione e relatore sarà la prof.ssa Mariarita Sgarlata, Ispettore della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e docente di Archeologia Cristiana e Medievale presso l’Università degli Studi di Catania. Saranno affrontati i temi legati alla dismissione delle ville romane in Sicilia e al fenomeno di evergetismo in favore della Chiesa e la conseguente creazione di nuove realtà insediative all’interno delle quali si innesteranno gli edifici di culto cristiano.

L'incontro conferenziale rappresenta il primo fondamentale contributo a sostegno dell'idea centrale che anima l'iniziativa “Lux in Villa Pactensi”, a cura di Antonella Giardina (identity designer) e Cristian Aiello (archeologo), rivolta e finalizzata alla valorizzazione del "Sito Archeologico Villa Romana", inteso quale patrimonio dal valore inestimabile per la città di Patti (valore storico, artistico, archeologico e identitario) e di indubbio rilievo Nazionale e Internazionale.
Il cuore dell'intero progetto “Lux in Villa Pactensi” aspira a rendere fruibile nella sua peculiarità Identitaria il patrimonio di arte e di conoscenza racchiuso nella "Villa" attraverso l'azione congiunta di Archeologia e Identity Design e attraverso la proposizione inedita di uno scambio sinergico e interdisciplinare.


mercoledì 30 novembre 2011

La visibilit@ sul web del patrimonio culturale siciliano

La visibilit@ sul web del patrimonio culturale siciliano.
Criticità e prospettive attraverso un survey on-line 
con “Guida multimediale ai siti siciliani sul web”
di Elisa Bonacini

GIUSEPPEMAIMONE EDITORE
formato cm 17x24
pagine 308 
copertina stampata a colori
legatura in brossura
Prezzo di copertina di € 20,00
Per prenotareil volume :
• www.maimone.it/schedadinam1.asp?CodLib=201116
• scrivi a libri@maimone.it 
• invia un fax allo 095 310315.

La Sicilia ha lentamente iniziato a dotarsi di websites museali attraverso cui promuovere, comunicare e valorizzare il patrimonio culturale, pur rimanendo radicata una tradizionale tendenza alla 'negazione museale' che sul web diventa una forma di valorizzazione digitale negata. 
Nel volume si analizza la qualità della comunicazione on-line del patrimonio culturale siciliano, attraverso un survey condotto su 14 portali (turistico-culturali, a tematica museale, istituzionali) che, 'censendo' 442 siti di interesse culturale (per un totale finale di 463), ha evidenziato una grave carenza imprenditoriale e manageriale nelle forme avanzate della comunicazione e valorizzazione in rete (tipo 2.0) del 'sistema' culturale regionale. 
La Parte III del volume è una Guida multimediale alle schede di 96 websites museali (fra cui 10 musei interamente virtuali realizzati in Sicilia) accessibili direttamente col proprio smartphone tramite appositi QR Codes: il volume diventa così un contributo multimediale che sposa il tradizionale medium cartaceo con la visualizzazione mobile di contenuti culturali. Fanno da corredo quattro tavole sinottiche in Appendice (Tabella I: L'offerta culturale e museale siciliana sul web, con le caratteristiche 'numeriche' dei 14 portali; Tabella II: La visibilità museale siciliana sul web attraverso i portali del survey, in cui è evidenziata la visibilità sui 14 portali dei 442 siti con indicazione dei links in cui trovare le corrispondenti notizie ufficiali; Tabella III: I siti web museali, con l'indicazione delle informazioni e dei servizi presenti sui 96 siti web museali schedati; Tabella IV: Indici di visibilità dei siti web museali).

ELISA BONACINI, nata a Catania nel 1975, è laureata in Lettere Classiche con indirizzo Archeologico e in
Valorizzazione dei Beni Archeologici, specializzata in Archeologia Classica e Dottoranda in Scienze Umanistiche e dei Beni Culturali presso l'Università degli Studi di Catania, nel cui ambito sta sviluppando ricerche sulla valorizzazione digitale del patrimonio culturale. Collabora da circa un decennio come Archeologa con la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Catania e ha condotto studi inerenti l'età imperiale e tardo romana nell'area centro-orientale della Sicilia, pubblicando numerosi articoli e i due volumi Il territorio calatino nella Sicilia imperiale e tardoromana (British Archaeological Reports, International Series BAR S1694, Oxford 2007) e Il borgo cristiano di Licodia Eubea (Uniservice, Trento 2008). In seguito al proseguimento degli studi in Valorizzazione dei Beni Archeologici, ha intrapreso un nuovo percorso di ricerca che l'ha portata ad incentrare la sua attenzione sulle problematiche inerenti la valorizzazione culturale attraverso le nuove tecnologie, pubblicando alcuni articoli su “Fizz”, rivista on-line della Fondazione Fitzcarraldo (I musei e le nuove frontiere dei social networks: da Facebook a Foursquare e Gowalla e Quanto 'vale' il sito web di un museo) e i volumi intitolati Il museo contemporaneo, fra tradizione, marketing e nuove tecnologie (Aracne, Roma 2011) e Nuove tecnologie per la fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale (Aracne, Roma 2011).

giovedì 10 novembre 2011

Itinerari culturali a Siracusa: alla scoperta di beni culturali ecclesiastici

Da domenica 13 novembre fino a domenica 18 dicembre, la Kairòs turismo cultura eventi e l'Arcidiocesi di Siracusa - Ufficio Diocesano Pastorale del Turismo, organizzano la seconda edizione di Itinerari Culturali, con visite guidate alla scoperta di beni culturali ecclesiastici di Siracusa normalmente chiusi al pubblico. 

L'evento consiste in visite guidate al complesso Chiesa-cripta-pozzo di San Filippo Apostolo alla Giudecca e al complesso archeologico della Chiesa di San Giovannello alla Giudecca, entrambi in Ortigia (Siracusa). 

Le visite si terranno tutte le domeniche mattina, a partire dal 13 novembre fino al 18 dicembre 2011, la prima alle ore 10.30, la seconda alle ore 11.30. 

Prenotazione obbligatoria telefonando allo 0931 64694 (nei seguenti orari d'ufficio: 9.30-12.30). Per ulteriori informazioni: info@kairos-web.com

mercoledì 9 novembre 2011

Consiglio per la lettura: "Cuore di cactus" di Antonio Calabrò

Recensione curata da Maria Costantino

“ A ‘Ntoniu, c’avi l’ali d’aquila e ‘u celu ci pari nicu…”.
Scopriamo questa bellissima dedica, metafora perfetta dell’irrequietezza umana, nelle prime pagine del libro Cuore di cactus di Antonio Calabrò ; e chi meglio di un poeta ( Ignazio Buttitta, passionale e appassionato poeta dialettale siciliano ) sa guardare negli occhi di un ragazzo ?
Il libro è ,come lo definisce il suo autore, pattese di nascita ( 1950), palermitano di adozione, un diario in pubblico. In quell’in c’è tutta la pienezza, la voglia di riempirci di “parole sincere”, di raccontare e di raccontarsi con tutti i rischi che un tale esercizio può contemplare.
Parole sincere private e pubbliche, parole dietro cui si intravedono i tanti libri letti, amati, masticati, metabolizzati fino a diventare parte di se stesso.
Parole pubbliche nel ricordo dell’esordio della sua carriera di giornalista al quotidiano l’Ora di Palermo ( 1970), piccolo coraggioso indipendente quotidiano, palestra di rigore professionale, di impegno civile ma anche di libertà personale.
Parole private nel ricordo dei tanti morti ammazzati dalla mafia negli anni ’70-’80, in un triste elenco numerico, ma soprattutto nelle lacrime versate per un amico, non l’ultimo morto ma quello determinante per una scelta, una svolta , una delle più ardue e tristi che un uomo può fare : quella di partire, di andarsene dalla sua terra.
Parole d’amore verso una città, Palermo, ancora lei, che nonostante tutto si spera sempre possa cambiare e la si ricorda e descrive nei suoi scorci più belli.
Parole di denuncia che , il più delle volte , chi sta lontano riesce a pronunciare più chiaramente e serenamente ; rivolte a un’isola e ai suoi abitanti per ricordare i difetti che l’affliggono e che non si possono camuffare con una patina superficiale di “orgogliosa isolanità”.
Parole di speranza nel vedere piccoli spiragli di luce che fanno pensare che si può ancora cambiare che c’è aria nuova,testimonianza di una coscienza sociale destinata a lasciare segni, a fare da lievito di un’altra Sicilia.
Un libro , si sa, non cambia la vita, la racconta solo, ma può essere esercizio per volare lontano, per aprire le ali, per non restare dentro i confini ristretti di un’isola .
Antonio, con il suo Cuore di cactus ci regala la possibilità di “volare alto”: non lasciamoci sfuggire quest’occasione.

L'autore
Antonio Calabrò (Patti, 1950) vive a Milano. È direttore degli Affari istituzionali e culturali della Pirelli e della Fondazione Pirelli. È membro del comitato di Presidenza di Assolombarda. Insegna all’università Bocconi e alla Cattolica di Milano. È stato direttore editoriale de «Il Sole 24 Ore» e ha diretto l’agenzia di stampa Apcom e il settimanale «Lettera Finanziaria». Ha lavorato a «La Repubblica», «Il Mondo» e «L’Ora». Ha scritto Da via Stalingrado a piazza Affari (1988), La morte ha fatto cento» (1996), Dissensi (2002), Agnelli, una storia italiana (2004), Intervista ai capitalisti (2005) e Or- goglio industriale (2009). Per Sellerio ha curato la raccolta di saggi L’alba della Sicilia (1996).

sabato 5 novembre 2011

"Santi, medici e taumaturghi" in mostra a Messina

Presso la storica sede del Monte di Pietà di Messina (sito in via XXIV Maggio) è stata allestita la mostra Santi medici e taumaturghi. Testimonianze d’arte e di devozione in Sicilia, in occasione del 50° anniversario di attività della Casa di cura “Villa Salus”, ente promotore che ha munificamente finanziato l’evento, realizzato in collaborazione con la Soprintendenza di Messina e la Provincia Regionale di Messina.
L’esposizione è il frutto di una specifica e appassionata ricerca scientifica condotta dai curatori Grazia Musolino, Stefania Lanuzza (Soprintendenza BB.CC.AA. di Messina) e Giampaolo Chillè (Università degli Studi di Messina). Gli studiosi, accogliendo con interesse la traccia tematica proposta da Saverio Pugliatti, organizzatore della manifestazione, hanno elaborato un progetto le cui linee guida sviluppano il particolare e complesso carattere agiografico della mostra.
Le opere sono state selezionate attingendo al patrimonio storico artistico siciliano ed il tema, in larga parte sviluppato attraverso la produzione colta, comprende un’interessante sezione dedicata all’arte popolare.
L’approfondimento scientifico sui materiali selezionati e, in generale, sulle tematiche affrontate è affidato al ricco catalogo a stampa che contiene una premessa del teologo Giovanni Russo, i saggi introduttivi dei curatori, il contributo di Sergio Todesco, dedicato alla sezione di Arte popolare, nonché i testi dei numerosi studiosi che hanno partecipato alla compilazione delle schede scientifiche.

La mostra resterà aperta fino al 15 gennaio 2012.
Orario: dal Lunedì al Sabato dalle ore 10.00-13.00, festivi: 10.30-13.00. Ingresso Libero.

"Ut pictura poesis": le opere di Michele d'Avenia incontrano le liriche di Quasimodo

Nell’ambito del programma “OMAGGIO A TAORMINA”, ideato e organizzato dall’associazione “ARTE & CULTURA a TAORMINA”, domenica 6 novembre, alle ore 18:30, si inaugura presso la ex - Chiesa di S. Francesco di Paola “UT PICTURA POESIS”, un percorso espositivo di 30 opere di Michele D’Avenia, accostate ad alcune liriche di Salvatore Quasimodo.
 La mostra, curata da Giuseppe Filistad e Giuseppe Morgana, propone un itinerario - articolato in 4 sezioni - che prende in considerazione gli ambiti della produzione artistica di D’Avenia: pittura e scultura. 
A venti anni esatti dalla sua prima mostra personale (Palazzo Corvaja, 1991) D’Avenia torna a Taormina con questa rassegna che mira ad analizzarne il percorso creativo e produttivo attraverso le opere più significative che ne hanno caratterizzato l’ascesa nel panorama artistico nazionale, rendendolo uno dei più apprezzati, raffinati e ricercati interpreti della Nuova Figurazione. 
A Taormina saranno esposte le opere più rilevanti dell’ultimo periodo, segnato da una ricerca incessante della luce, con un’attenzione particolare verso i suoi soggetti preferiti: figure femminili, composizioni e paesaggi. Una sezione della mostra sarà dedicata alla scultura, espressione “recente” dell’artista, milanese di nascita ma siciliano d’adozione, con l’esposizione, tra l’altro, di “L’altra faccia del peccato”, Premio Arte Mondadori 2004, e “1 ottobre 2009”, opera di forte impatto emotivo dedicata alle vittime dell’alluvione di Messina. 
A rendere ancor più rilevante l’evento, l’accostamento alle opere di D’Avenia di alcune poesie del Premio Nobel Salvatore Quasimodo, selezionate da Milena Romeo.

Dal catalogo della mostra l’intervento dei curatori, Giuseppe Filistad e Giuseppe Morgana: 

Quinto Orazio Flacco, già due millenni or sono aveva evidenziato nella celebre locuzione “Ut pictura poesis” la stretta attinenza tra i Poeti, talmente esaustivi nella descrizione di emozioni, oggetti o personaggi da consentire ai lettori di figurarseli nella loro mente come se si trovassero di fronte a un dipinto, ed i Pittori - o in generale gli Artisti - che rendono percettibili sentimenti e concetti astratti con la tangibilità della pittura o della scultura. Da ciò l’idea di accostare in una mostra, allestita nell’ambito del progetto “OMAGGIO A TAORMINA” organizzato dall’associazione “ARTE & CULTURA a TAORMINA”, le opere di D’Avenia con le poesie di Salvatore Quasimodo. Entrambi, infatti, con esiti diversi ma in maniera soave, riescono a trasmettere l’incanto e la profondità del loro animo con espressioni all’apparenza semplici ma in realtà complesse; entrambi riescono a far riflettere su come anche un piccolo gesto o una semplice parola possa diventare “lirica”. Entrambi ci fanno ripensare all’essenza propria dell’uomo, al piacere delle piccole cose che in realtà sono grandi e che la lettura di una poesia o la visione un dipinto ci restituisce repentinamente, dopo che erano divenute “lontane”, banalizzate dalla quotidianità.
La distanza temporale ed espressiva tra Quasimodo e D’Avenia viene annullata, così, dalla volontà di entrambi di esprimere la vitalità e l’armonia attraverso componimenti e composizioni essenziali che necessitano di un approfondimento, di un’indagine e di un tempo “lungo” per coglierne i significati più reconditi; ciò non significa che l’immediatezza e l’impatto delle loro opere vengano edulcorati o smorzati. Significa, anzi, che il momento di “godimento” si dilata, lasciando una traccia profonda. 
Quasimodo ebbe a dire (1): “…Un poeta è tale quando non rinuncia alla sua presenza in una data terra, in un tempo esatto, definito. E poesia è libertà di quel tempo e non modulazioni astratte del sentimento”. Sicché l’essere contemporaneo non significa soltanto usare mezzi espressivi postmoderni o, per dirla con un neologismo, “2.0” ma è prerogativa di chi, con le parole o con le immagini, riesce a trasferire un concetto o un pensiero anche usando strumenti e materiali della grande tradizione poetica e figurativa, essendo “presente” e attuale. Sempre.


Ut pictura poesis
Ex Chiesa di S. Francesco – Piazza S. Francesco di Paola, 98039 - Taormina
dal 6 al 29 novembre 2011
A cura di Giuseppe Filistad e Giuseppe Morgana
Organizzazione generale: ASSOCIAZIONE ARTE & CULTURA a TAORMINA
Coordinamento: Associazione Dionysos
Allestimenti: Art Promotion Taormina
Vernissage: domenica 6 novembre ore 18:30
Orari mostra: tutti i giorni 10-13 e 17-21
Catalogo in mostra
Info: www.arteeculturaataormina.it

Domenica 13 Novembre "Caravaggio in Sicilia" fa tappa a Viagrande (Ct)

Domenica 13 Novembre 2011 con inizio alle ore 18.00, si terrà presso il Palazzo Partanna di Viagrande (Ct) la conferenza con proiezioni di Alvise Spadaro "Caravaggio in Sicilia. Il percorso smarrito".
 
Il libro
Questo libro fa luce sul soggiorno siciliano di Caravaggio, periodo mai sufficientemente approfondito, nel quale invece opere spesso frettolosamente e banalmente descritte sulle basi di evidenze figurative che conducono a fraintendimenti ed a contraddizioni. Eppure le opere siciliane svelano la condizione creativa ideale nella quale si è trovato il pittore, ossia quella di non subire suo malgrado condizionamenti determinanti da parte della committenza. Un periodo cioè dove ha potuto esprimere tutto il valore del suo genio in una assoluta libertà creativa che gli ha consentito di produrre tangibili testimonianze della sua cultura e della sua arte. 
Queste condizioni ideali hanno quindi favorito l’altissima qualità delle sue opere, che venivano a confrontarsi in Sicilia con un contesto artistico culturale legato ancora alla cosiddetta «Maniera» e quindi arretrata di quasi un secolo rispetto al resto d’Italia e all’Europa dove la pittura di Caravaggio era già considerata, più che innovativa proprio rivoluzionaria. È importante infatti la lettura dei profondi significati simbolici, già rilevati nelle precedenti opere, e presenti anche in quelle siciliane insieme ad altrettanti inequivocabili riferimenti alla cultura dell’Isola. Caravaggio, condannato per omicidio alla decapitazione, durante il suo soggiorno siciliano era in attesa del perdono da parte del papa e le sue opere, più o meno esplicitamente, alludono alla morte, ma anche ad una resurrezione o “rinascita”. 

Anche il soggiorno siciliano, pur avendo avuto la durata di quasi un anno, è stato sempre sminuito a poco più che una citazione. 
Questo libro è il risultato di ricerche d’archivio e studi durati alcuni anni, con il ritrovamento di documenti inediti che si sono rivelati essenziali per ricostruire questo ultimo periodo della vita di Caravaggio. Ricostruiti i luoghi e l’ambiente culturale nel quale il pittore ha vissuto e operato. Ricostruito il percorso nell’Isola, scoprendo, tra l’altro, un determinante soggiorno a Caltagirone dove Caravaggio sarebbe entrato in relazione con la maggiore autorità ecclesiastica siciliana. 
Questo personaggio, fra’ Bonaventura Secusio, arcivescovo di Messina e già vescovo di Patti, grande diplomatico e consigliere del re Filippo II di Spagna, gli avrebbe garantito, durante il soggiorno siciliano le principali committenze, assieme alla protezione ed alla serenità necessarie per poter eseguire le sue opere. 
Fra’ Bonaventura Secusio era stato Ministro Generale dei Miniori Osservanti francescani e a destinazione francescana sono le principali commissioni ricevute da Caravaggio durante il suo soggiorno siciliano. Soggiorno che, come ha fatto notare l’autore del libro, include cronologicamente il 1609, ossia proprio l’anno in cui si celebra il IV centenario della fondazione dell’Ordine francescano. 
I risultati della ricerca inoltre hanno potuto mettere in luce la figura di Giovanni Battista Lazzari, committente messinese di Caravaggio, citato semplicemente fin ora come “ricco mercante di origine genovese”. I documenti ritrovati ci descrivono invece l’arrivo a Messina di questo aristocratico proveniente da Castelnuovo di Scrivia con la sua famiglia, l’iscrizione alla Mastra Nobile, il ruolo e l’attività svolta nella città dello Stretto. Le coincidenze cronologiche ci hanno permesso di capire finalmente perché Caravaggio, pur avendo ricevuto dal Lazzari la commissione di una pala d’altare raffigurante La Madonna con san Giovanni Battista ed altri santi consegnerà invece una Resurrezione di Lazzaro. 

L'autore
Alvise Spadaro, architetto, ispettore onorario ai beni culturali, storico dell’arte.Oltre che di restauro dei monumenti, si è occupato anche della storia e della scrittura al tempo delle prime dinastie dell’Antico Egitto ed ha scritto numerosi contributi sulla storia e la cultura siciliana.
Ha pubblicato tra l'altro: La Resurrezione di Lazzaro e la famiglia di Giovanni Battista Lazzari, Catania 1995(Premio Nazionale di Letteratura “Castagno dei Cento Cavalli” per la Saggistica 1996); Settecento Calatino, Catania 2000; Le Americane di Ràbbato, Acireale-Roma 2007(con Letizia Spadaro e Carmelo Spadaro); Il mistero del Caravaggio rubato e la sua copia catanese, Acireale-Roma 2010; Le Travestite. Donne nella storia Acireale-Roma 2011.
Per la narrativa: Il bicchiere della baronessa, Acireale-Roma 2002; Le pentole di Praneta, Acireale-Roma 2004; Le Travestite. Donne nella storia Acireale-Roma 2011.
Il 17 dicembre 2010 è stato ospite a Patti dove ha tenuto la Conferenza: "Caravaggio in Sicilia", nell'ambito dell'evento "All'ombra di Caravaggio".

giovedì 27 ottobre 2011

Consiglio per la lettura: "Dalle parti degli infedeli" di Sciascia

Era convinzione profonda e ben fondata di Sciascia che fra i caratteri peculiari della sua terra vi fosse una certa "refrattarietà dei siciliani alla religione cristiana", paradossalmente confermata dalla profusione delle forme di culto religioso. Tesi non popolare perché duramente vera. E capitò a Sciascia di imbattersi, per quella " casualità" in cui alla fine riconosciamo "il solo ordine possibile", in una vicenda - realmente accaduta a un vescovo - che sembrava riproporre in una sequenza di eventi qualcosa di molto affine al giro di pensieri che l'autore era andato a lungo maturando. Si trattava della storia di monsignor Ficarra, vescovo di Patti, che finì in contrasto col Vaticano per la sua scarsa malleabilità politica e anche per l'audacia di certe sue tesi sulla religiosità (e irreligiosità) siciliana. Come sempre in Sciascia, una storia realmente accaduta viene attraversata da una luce che permette di riconoscere con nettezza il dettaglio significativo e trasforma il tutto in un apologo, per dirci sulla Sicilia - e sulle sue oscurità - qualcosa che invano cercheremmo altrove.
Un pezzo di storia siciliana e italiana magistralmente indagata e presentata al lettore in modo appassionante e coinvolgente.
Buona lettura!

sabato 24 settembre 2011

Sabato 24 settembre al teatro di Tindari: Le donne di Bellini

Ultimo appuntamento per il Circuito di Epicarmo: sabato 24 settembre a partire dalle ore 19.00 al teatro di Tindari lo spettacolo "Le donne di Bellini".

Le donne di Bellini, con le melodie dirette da Veronesi e con in scena Federico Pacifici (i testi sono di Piero Rattalino), si tratta di uno spettacolo-gala sulla vita e le opere del maestro compositore. Sei soprani – Francesca Corbetta, Mariella Guarnera, Nila Masala, Fulvia Matrobuono, Francesca Scialla e Valentina Vitti - in costumi di scena che ricalcano quelli del debutto di ogni opera (a cura di Valerio Maggioni), affronteranno i più famosi duetti delle eroine belliniane. Fil rouge e maestro di cerimonie, l'attore Federico Pacifici che, nei panni di Bellini, ripercorrerà in prima persona, attraverso cenni biografici e citazioni dalle lettere, la vita e la storia di questi indimenticabili personaggi femminili.

Sabato 24 e domenica 25 settembre le Giornate Europee del Patrimonio

Anche la città di Patti quest'anno aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio, promosse dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Sabato 24 e domenica 25 settembre sarà possibile visitare gratuitamente le aree archeologiche ed i relativi musei di Patti e Tindari.Le Giornate, fin dalla loro istituzione nel 1954, sono state apprezzate da tutti i cittadini che, attraverso questo momento di grande partecipazione, hanno avuto l'opportunità di conoscere lo straordinario patrimonio culturale europeo.

giovedì 8 settembre 2011

Lunedì 12 settembre la conferenza: Ri-Conoscere il Paesaggio.Ricerche tra Tindari e Capo d'Orlando



Si terrà lunedì 12 settembre a partire dalle ore 18.30 presso la Galleria del Sicily Lab in via Umberto I a Gioiosa Marea (ME) la conferenza a cura di Michele Fasolo dal titolo: Fonti, Metodi, Strumenti. Ri-conoscere il Paesaggio - Ricerche tra Tindari e Capo d'Orlando.

Il territorio conserva iscritte nelle sue pieghe le tracce delle antiche civilizzazioni dalle infrastrutture viarie alle strutture del sacro, dagli assetti agrari e territoriali agli insediamenti produttivi e a quelli del potere. Tra gli oggetti di studio della Topografia Antica in particolare le direttrici viarie consentono la crescita di una civilizzazione e condizionano lo sviluppo delle successive sino ai nostri giorni.
Il territorio siciliano è tra i più ricchi al mondo per riconoscere nel paesaggio i segni materiali e simbolici delle culture che vi si sono avvicendate. Si tratta tuttavia di una indagine tutt'altro che facile e ricca di implicazioni che vanno al di là delle tradizionali discipline archeologiche e storiche per interessare le scelte di pianificazione, gestione e valorizzazione del territorio.

Programma:
Saluto: Ignazio Spanò, Sindaco di Gioiosa Marea
Benvenuto: Besnik Aliaj, Rettore Polis University
Presenta: Antonino Saggio, U. Sapienza Roma, direttore Sicily Lab.

Il Sicily Lab è una struttura di ricerca sul territorio e sulla città mediterranea creata da Antonino Saggio con il gruppo nITro. A cominciare dal 2006 ha ospitato per periodi di studio sulla realtà siciliana architetti e designerdall'Italia e dall'estero.Ha collaborato con le Università Tulane, TTU e Polis. Ha ottenuto nel 2009 il premio di Architettura Giovanni Vaccarini per una scuola che opera in Sicilia.

Michele Fasolo, archeologo, ha una intensa attività scientifica rivolta principalmente alla geografia storica, alla viabilità, al telerilevamento, allo sviluppo di modelli predittivi su piattaforma Gis. E' autore tra l'altro di "La via Egnatia I, Da Apollonia e Dyrrachium ad Erakleia Lynkestidos", dedicato all'antica strada romana attraversoi Balcani, "Antichi paesaggi agrari d'Italia nelle banche dati dell'Agea" sulle persistenze della centuriazione romana in Italia. E' attualmente impegnato in un progetto di ricerca nella Sicilia nord-orientale dal titolo "Tindari e il suo territorio: dalla carta archeologica al piano di massima per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali".
E' direttore responsabile di "Archeomatica" rivista dedicata specificatamente alle tecnologie per i Beni Culturali. Sulla base di questi studi nella conferenza alla Galleria del Sicily Lab di Gioiosa Marea affronterà queste temi in una conferenza intitolata: “Fonti, Metodi, Strumenti. Ri-Conoscere il Paesaggio. Ricerche tra Tindari e Capo d'Orlando".

mercoledì 27 luglio 2011

Istituito bus navetta per visitare l'antico sito di Gioiosa Guardia


Il comune di Gioiosa Marea ha istituito un servizio bus navetta verso Gioiosa Guardia, dove sarà possibile visitare l'antico borgo medievale e il sito archeologico posti sulla cima del monte Meliuso a circa 800 metri di altezza da dove, inoltre, si può ammirare una veduta mozzafiato sul Golfo di Patti.

I giorni in cui sarà espletato il servizio con Bus Navetta (costo € 3,00 a persona) sono: LUNEDI’, MERCOLEDI’ e VENERDI’ con partenza da P.zza Cavour di Gioiosa Marea alle ore 17,30 . 
Info e Prenotazioni Uff. Turistico Tel. 0941/363323 

venerdì 22 luglio 2011

Truculentus da Plauto in scena lunedì 25 luglio al teatro di Tindari - Patti (ME)

25 Luglio 2011 inizio ore 21.00 Teatro Greco di Tindari - Patti (ME)



TRUCULENTUS
da Plauto

regia Aurelio Gatti Riccardo Diana 
musiche originali Aldo Azzaro 
costumi Livia Fulvio 
con Eleonora Brigliadori e Sebastiano Tringali
Cinzia Maccagnano Riccardo Diana Claudia Ferri

NOTE DI REGIA
Un omaggio alla commedia Plautina, un attento lavoro che introduce la formula dell'en travestì, ampiamente utilizzata nella commedia dal '500 ai primi dell' '800. La condizione di incertezza per l'andata in scena genera un percorso parallelo alla trama dell'opera, fornendo materia e argomenti per un esilarante intreccio tra la vita del teatro e la tessitura della commedia. 
La trama di questa opera - lavoro della tarda maturità plautina - risulta piuttosto complessa e sembra privilegiare, rispetto alla comicità immediata delle battute, quella più raffinata che deriva proprio dall’intricato evolversi della vicenda. Largamente lacunosa, prende il titolo dal nome del rustico e brutale Truculento, “nome parlante” che in latino significava “zoticone, violento” - da cui poi in italiano “truculento”-, che si riferisce al carattere del personaggio, dapprima misogino ed infine sedotto suo malgrado dalla serva Astafio. Gli altri personaggi, tutti corrispondenti ad un tipo umano, sono: Diniarco, l’adulescens, cioè il giovane di città; Stratofane, il soldato spaccone e Strabace, il contadino padrone di Truculentus. Tutti e tre sono perdutamente innamorati di Fronesio, una cortigiana ateniese. Minore importanza hanno Ciamo, il servo di Diniarco, la pettinatrice di Fronesio, varie altre figure di servi, il vecchio Callicle, mentre non può essere dimenticata Astafio, la scaltrissima serva personale di Fronesio .I tre uomini, Strabace, Stratofane e Diniarco, si aggirano davanti all’abitazione di Fronesio, che è sempre pronta ad accogliere i suoi spasimanti, purché le portino grandi compensi in denaro: in apertura di scena è proprio Diniarco, il giovane di città, a lamentarsi del fatto che, appena conosciuta Fronesio, poteva godere dei suoi favori in esclusiva, grazie ai suoi poderi, ora invece, dopo aver speso tutto in regali, si ritrova soppiantato dal più ricco Stratofane. ….... 
Anche se l’opera mostra un gusto comico, nelle sue battute, forse troppo distante dal nostro per ottenere ancora l’effetto di irresistibile ilarità che Plauto sicuramente esercitava sul suo pubblico, questa messa in scena risulta ugualmente pregevole, proprio per il tentativo - riuscito perfettamente - di far rivivere un mondo che affrontava già, più di duemila anni fa, gli stessi argomenti sui quali ancora oggi basiamo gli spunti più divertenti del nostro teatro comico : è sufficiente ricordare che il fulcro del Truculentus è proprio questa donna disinibita, Fronesio, che, pur dalla sua bassa posizione sociale (cortigiana), tiene in pugno ben tre uomini, senza che nessuno di essi riesca mai a protestare efficacemente. La modernità di Plauto risiede proprio in questa amara ironia misogina che permea l’intera trama, ingenerando negli spettatori maschi una sorta di autocompiacimento per non essere così sciocchi da farsi ingannare da una donna e, viceversa, nelle spettatrici l’orgoglio di appartenere allo scaltro genere femminile. Potrà, dunque, essersi affievolito l’effetto comico delle battute, ma non l’eterna freschezza del messaggio umano cui Plauto continuamente allude, “strizzando l’occhio” al suo pubblico. La nostra messa in scena corre parallela alla vicenda Plautina, ed è la storia di un “disastro” teatrale: la compagnia in meno di 5 minuti, viene a conoscenza che numerosi suoi attori sono andati via. Nell'imminenza del segnale ”chi è di scena”, la situazione precipita fino a far pensare che, probabilmente, non sarà possibile affrontare lo spettacolo. Ma il teatro nel suo raccontarsi attraverso situazioni ora umane ora rocambolesche, giunge ancora una volta ad una conclusione. Eleonora Brigliadori, ora Diniarco ora Fronesio, Sebastiano Tringali tramutatosi in vecchia Astafio, lo stesso direttore di scena, Cinzia Maccagnano, costretta in un sorprendente Truculento: questi gli elementi di una messa in scena totalmente dedicata ed asservita all' interprete e all' attore.

giovedì 21 luglio 2011

I giovedì di San Giovannello: conversazioni e teatro a Siracusa

Chiesa di San Giovannello alla Giudecca, piazza del Precursore - Siracusa

"I giovedi di san giovannello"
teatroDIbattito - conversazioni e teatro

Teatrodibattito… una formula che nasce dalla contaminazione
di tre parole come teatro, dibattito, ma anche battito…
Il teatro come forza espressiva della parola sussurrata, declamata, cantata…Il dibattito come confronto. 
Il battito come cadenza del tempo in cui è concesso pensare, formulare, discutere, inventare…Tre suggestioni per un’unica espressione di idee…tre vocaboli con precisi significati ma non per questo distanti tra loro…
Teatro: Guardare, essere spettatore; la parola greca indicava, oltre che l’edificio per le rappresentazioni drammatiche, anche quello per assemblee e per promuovere orazioni. 
Dibattito: Discussione alla quale prendono parte i partecipanti a un’assemblea, a una seduta, a una riunione pubblica o privata, e nella quale si contrappongono e  valutano idee e opinioni diverse inmerito a determinati argomenti proposti o a decisioni da prendere.
Battito: Il battere del cuore, pulsazione, palpitazione; la bacchetta o il rotolo di carte con cui il direttore d’un complesso di cantori o di strumentisti suole battere il tempo.


21 luglio ore 21 - la pace sotto l’albero
intervengono: Prospero Dente e Luca Saraceno
voce recitante: Marco Solari
musiche: Benedetto Saccuzzo - Cantunovu

28 luglio ore 21 - la pace interiore
intervengono: Prospero Dente e Domenico Cacopardo
voce recitante: Doriana La Fauci
musiche: Paolo Artale - Cantunovu

11 agosto ore 21 - l’Assunta, Regina di Pace
intervengono: Prospero Dente e Giuseppe Greco
voci recitanti: Marinella Scognamiglio e
Francesco Alderuccio
musiche: Cantunovu

25 agosto ore 21 - pace e verità
intervengono: Dionisio Candido e Sebastiano Grimaldi
voce recitante: Francesco Alderuccio
musiche: Romualdo Trionfante - Cantunovu

per informazioni Kairos s.r.l.
tel. 0931 64694 - 338 6293167 - info@kairos-web.com

in collaborazione con:
Hype Digital
Fuorirotta Viaggi
Cantunovu

Strepitus silentii: le notti delle catacombe

Da venerdì 5 agosto a domenica 11 settembre, riprendono le visite notturne teatralizzate alla Catacomba di San Giovanni di Siracusa Strepitus silentii. Le notti delle catacombe. La VII edizione è organizzata dall'associazione Kairòs, dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra - Ispettorato per le Catacombe della Sicilia Orientale e dall'Arcidiocesi di Siracusa - Ufficio diocesano Pastorale del turismo.

Due voci narranti, un uomo e una donna, il suono di un flauto, il tutto avvolto dall’energia e dalla forza del luogo: il progetto ha l’intento di far vivere il luogo delle catacombe cristiane sottolineandone l’aspetto spirituale che ne ha caratterizzato l’origine. Scendere sottoterra, al chiarore della luna, nel rispettoso silenzio del sito, permetterà ai fruitori di vivere un’esperienza unica e d’alto spessore culturale e religioso.

I giorni dell'evento in agosto: 5, 6, 7, 19, 20, 21, 26, 27, 28; a settembre: 2, 3, 4, 9, 10, 11. Per ogni serata sono previste due rappresentazioni teatralizzate (alle 21 e replica alle 22:30) con la partecipazione massima di 20 persone per ogni visita. È necessario prenotarsi in tempo utile.

Per informazioni e prenotazioni contattare la Kairós al numero 0931-64694 (nei seguenti orari di apertura ufficio: 9.30-12.30 | 14.30-17.30) oppure inviare un'email a info@kairos-web.com. Il costo del biglietto è di 10 euro (il ricavato sarà devoluto in beneficenza).

Siracusa Sacra: itinerari culturali serali

Da lunedì 18 luglio fino a sabato 3 settembre, la Kairòs turismo cultura eventi, la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra - Ispettorato alle Catacombe per la Sicilia Orientale e l'Arcidiocesi di Siracusa, organizzano la II edizione di Siracusa Sacra, con itinerari culturali serali alla scoperta dei beni culturali ecclesiastici architettonici e archeologici di Siracusa.

L'evento consiste in visite serali guidate al Museo del Santuario della Madonna delle Lacrime e alla Casa del Pianto (il lunedì), alle Catacombe e allla Chiesa del Sepolcro di Santa Lucia (il martedì), al complesso Chiesa-ipogeo-cripta di San Filippo Apostolo alla Giudecca e alla Chiesa di San Giovannello alla Giudecca (il mercoledì e il venerdì) e al complesso Museo Diocesano - Biblioteca Alagoniana - Cappella Sveva del Palazzo Arcivescovile (il giovedì e il sabato).

Le visite si terranno tutte le sere, dal lunedì al sabato, a partire da lunedì 18 luglio fino a sabato 3 settembre 2011, la prima alle ore 21, la seconda alle 22. Biglietto euro 6, cumulativo euro 20.

Prenotazione consigliata telefonando allo 0931 64694 (orari: 9.30-12.30 | 14.30-17.30). Per ulteriori informazioni: info@kairos-web.com

martedì 12 luglio 2011

La chiesa rupestre di contrada Monte a Patti



La cosiddetta grotta "du pistòlu" (microtoponimo che si fa derivare dalla titolatura greca του αποστολου, ad un apostolo) rappresenta uno dei pochi esempi noti di architettura sacra rupestre in provincia di Messina. 
La presenza di un'area caratterizzata da grotte è già attestata nel diploma di fondazione del monastero del S. Salvatore di Patti in data 1094.





Questa piccola chiesa rupestre suggerisce una lettura greca del suo spazio interno; dal punto di vista architettonico sono sorprendenti le affinità con l'edilizia rupestre materana più arcaica dei secoli IX-XI. La volta dell'aula rievoca i soffitti di gusto arabo-normanno, i tentativi decorativi mostrano invece una sensibilità di tipo romanica.


Bibliografia: 
A. Messina, Le chiese rupestri del Val Demone e del Val di Mazara, Palermo 2001. 
M. Spadaro, I Nebrodi nel mito e nella storia, Messina 1993.

domenica 10 luglio 2011

Una nuova iscrizione greca dal territorio di Tindari

Da Michele Fasolo, "Una nuova iscrizione greca dal territorio di Tindari" in Da Halaesa ad Agathyrnum. Studi in memoria di Giacomo Scibona, Sant'Agata Militello 2011, pp 185-192 :"...vi si legge con sicurezza, nonostante l’erosione parziale che ha insidiato l’ultimo carattere nella sua parte inferiore, il nome proprio al nominativo Drakòn (dal II secolo a.C. al I d.C.)...un antroponimo...quasi per nulla attestato in Italia e raro in Sicilia . Ricorre tuttavia su quattro bolli di tegole (lunghe cm 87/85, larghe cm 56) rinvenute nelle necropoli di Lipari , ritenute dalla Brugnone provenienti da officine siciliane , inoltre uno uguale ancora inedito è stato rinvenuto proprio a Tindari. Potrebbe trattarsi comunque del medesimo individuo, un fabbricante di tegole , la cui area di produzione era ubicata sulla costa nei pressi di Tindari.

giovedì 30 giugno 2011

Concerto di organo e flauto nella Basilica Cattedrale di Patti (Domenica 3 luglio 2011 - ore 21.00)

Nell'ambito della Rassegna organistica nebroidea "Annibale Lo Bianco" (giugno-luglio 2011), che si sta svolgendo in 11 Chiese della Diocesi di Patti, Domenica prossima (3 luglio 2011) alle ore 21.00 si terrà un concerto per flauto e organo nella Basilica Cattedrale San Bartolomeo di Patti.
Protagonisti del concerto saranno due Maestri di indubbia professionalità: Calogero Giallanza (Flauto) eGianfranco Nicoletti (Organo).

Qui di seguito riportiamo le Note al programma di Matteo Pappalardo
Dopo alcune danze rinascimentali, nell’occasione proposte nella versione per flauto e organo, il programma prevede la Sonata in fa maggiore di Georg Friedrich Händel (Halle, 1685, Londra, 1759).
Il compositore sassone, che godette fama al pari di J. S. Bach e di D. Scarlatti, di esecutore straordinario al clavicembalo e all’organo, la scrisse nel 1712, quando ancora era maestro di cappella dell’Elettore di Hannover poco prima di trasferirsi definitivamente in Inghilterra (alla fine di quello stesso anno) dove la sua opera “Rinaldo” era stata accolta entusiasticamente.

Quindi, trovano posto tre Sonate per organo solo di Gaetano Valeri (Padova, 1760 – 1822), attiva per circa trentacinque anni presso il Duomo della sua città, prima come organista e poi come maestro di cappella.

Valeri, che – come ci informa Brunelli nel puntuale “I teatri di Padova” (1921) – fu organista anche nelle chiese di S. maria del Carmine e S. Agostino, compose opere teatrali (Li castrini padre e figlio, 1791; il Trionfo di Alessandro sopra se stesso, 1792), musica sacra (messe, 4 Magnificat, salmi, antifone, mottetti, responsori e litanie) e musica strumentale (tra cui dieci Sonate per organo, o. 1 del 1795; tre Sonate per pianoforte, violino e fagotto, 1806; sei Sonate per clavicembalo e il pianoforte, accompagnate con violino, 1790).

Di Benedetto Marcello (compositore e magistrato veneziano, noto soprattutto per l’”Estro armonico”, su testo italiano di G. A. Giustiniani che parafrasa i primi cinquanta salmi di Davide; e per “il teatro alla moda”, celebre opuscolo polemico del 1720, in cui mette in ridicolo gli eccessi del mondo teatrale del suo tempo), poi, è stata scelta una Sonata per flauto e organo (quella in re minore), pubblicate nel 1712.

Ci riporta alle numerose forme proprie del genere della variazione del Seicento, poi, la Monica per organo solo (una di queste forme) di Bernardo Storace, musicista di cui sappiamo poco o nulla (se non che nel 1664 era vicemaestro di cappella a Messina).

Nella sua produzione spicca quella “Selva di varie composizioni”, pubblicata a Venezia nel 1664, in cui assistiamo al passaggio dallo stile frescobaldiano a quello propriamente cembalistico proprio di Alessandro Scarlatti.

De suo stile – vicino per molti versi a quello del Pasquini – bisogna rimarcare le arditezze armoniche, l’uso frequente di cromatismi e dissonanze e il sapiente impiego di modulazioni. A seguire, la Sonata a guisa di banda militare che suona una marcia di Giuseppe Gherardeschi (Pistoia, 1759 – 1815), a lungo maestro di cappella della Cattedrale della sua città.

A lui si deve un’ampia produzione comprendente opere teatrali (“Daliso e Delmita”, 1782; “L’apparenza inganni”, 1784), oratori (“Il Sacrificio di Jefte”, 1803), musica sacra (trenta Messe, cinque Te Deum, due Stabat, litanie e ventuno Inni per il Vespro), Cantate (“Angelica e Medoro”, “L’ombra di Catilina”, “La speranza coronata” e altre), musica da camera (sei Sonate notturne, tre Quintetti, tre Sonate concertate, tre Divertimenti, sei Trilli, sei Duetti, ecc.) e vari pezzi per organo.

Si ricordano anche importanti opere didattiche, tra cui “Regole fondamentali per apprendere la musica”. Chiudono l’impegnativa serie di brani una Sarabanda (per flauto solo) di Johann Sebastian Bach (Eisenach, 1685 – Lipsia, 1750) e la Sonata in do maggiore per flauto e organo di Antonio Vivaldi (Venezia, 1678 – Vienna, 1741).

Mirabile esempio tratto dal repertorio del compositore tedesco, la Sarabanda (danza di origine orientale, apparsa in Spagna alla fine del XVI secolo, dal ritmo ternario e dall’andamento lento e severo) si affermò nel Settecento come una delle parti della Suite. In quattro movimenti, la Sonata vivaldiana conferma come il compositore veneziano faccia di questa forma il “veicolo di tecniche conservatrici – come fa osservare il Talbot – e di modi espressivi freddi e consolidati”.

PROGRAMMA

AA. VV Antiche danze rinascimentali (per flauto e organo)

G. F. Händel (1685-1759) Sonata in Fa maggiore (per flauto e organo) - (Larghetto – Allegro – Siciliana – Giga)

G. Valerj (1760-1822) Tre Sonate (per organo solo) - (Do maggiore – Fa maggiore – Sol minore)

B. Marcelli (1686-1739) Sonata in Re minore (per flauto e organo) - (Adagio – Allegro – Largo - Allegro)

B. Storace ((sec. XVII) Monica (per organo solo)

J. S. Bach (1685-1750) Sarabanda (per flauto solo)

G. Gherardeschi (1759-1815) Sonata a guisa di banda militare che suona una marcia - (per organo solo)

A. Vivaldi (1678-1741) Sonata in Do maggiore (per flauto e organo) - (Adagio – Allegro – Sarabanda – Allegro)

"Luglio in Musica": concerti nella Basilica di San Giovanni alle Catacombe a Siracusa

La Pontificia Commissione di Archeologia Sacra - Ispettorato per le Catacombe della Sicilia Orientale in collaborazione con Kairòs turismo cultura eventi presentano:

"LUGLIO IN MUSICA" 
Concerti nella Basilica di San Giovanni alle Catacombe a Siracusa.

Nel suggestivo scenario della Basilica all'aperto di San Giovanni Evangelista alle Catacombe a Siracusa, verranno eseguiti dei concerti di musica classica nelle seguenti serate: 
7, 8, 15, 16, 23, 24, 26, 27, 30, 31 luglio, con inizio alle ore 21,00.

L'ingresso è gratuito. 
Organizzazione a cura di Ivan Manzella e Andrea La Monica.


Per ulteriori informazioni:
KAIROS
tel: 0931 64694 (nei seguenti orari: 9.30-12.30 | 14.30-17.30)
email: info@kairos-web.com

PCAS
email: info@catacombesiracusa.it

mercoledì 29 giugno 2011

TINDARI ... palcoscenico naturale di Teatri di Pietra Sicilia


Tra le nuove location anche il teatro antico di Tindari. Ecco il programma.

Nove province coinvolte, 19 le location interessate di cui 4 di nuova affiliazione alla rete culturale dei Teatri di Pietra.

Il prossimo 14 luglio partirà la settima edizione di Teatri di Pietra Sicilia, organizzata dall’associazione Teatri di Pietra Sicilia – a cui partecipano venti Amministrazioni comunali e provinciali – e da Capua Antica Festival – la rete dei teatri antichi e siti monumentali e archeologici diretta da Aurelio Gatti, che lega idealmente tutta Italia da oltre 10 anni, proponendo una dorsale di cultura che privilegia lo straordinario patrimonio storico e artistico ancora oggi considerato “minore” e offre una concreta opportunità di sviluppo e crescita dei territori coinvolti. Una nuova edizione resa possibile dall’impegno delle Amministrazioni coinvolte che attraverso Teatri di Pietra ribadiscono la volontà e la determinazione a operare un diverso modo di fare “cultura e sviluppo” privilegiando progettualità che concretamente dialoghino con il territorio, le cittadinanze e le identità che queste esprimono.

75 spettacoli in programma tutti ispirati al tema classico e del Mediterraneo tra teatro, danza, musica e nuovi linguaggi, per oltre 20 produzioni di cui tre coproduzioni nate appositamente per i Teatri di Pietra: “Cassandra” di e con Elisabetta Pozzi, il “Truculento” di Plauto con Eleonora Brigliadori affiancata da Sebastiano Tringali e “Operazione Lisistrata”, rilettura inedita dell’omonima opera a firma di Paolo Polio.

Oltre il 50% del programma è dedicato alla produzione siciliana con particolare attenzione alla creazione contemporanea tra cui Giovanna Velardi, Vincenzo Pirrotta, Filippo Luna, Cinzia Maccagnano, Roberto Burgio.

Il programma degli spettacoli che dal 14 luglio si protrarranno fino al 28 agosto, saranno ospitati in 19 siti: 9 ormai “storici” per la rete (il teatro antico di Morgantina ad Aidone, la Necropoli di Realmese a Calascibetta, la Chiesa di Sant’Ippolito di Piazza Armerina, il tempio di Hèra di Castelvetrano Selinunte, ilteatro antico di Eraclea Minoa, Monte Jato a San Cipirello, il chiostro di San Francesco a Castelbuono, l’ex convento dei Gesuiti a Noto e la cava di pietra Franco a Modica), 5 di recente affiliazione: i siti di Villarosa e Nicosia nella provincia di Enna (il primo ospiterà gli spettacoli a Villa Lucrezia, mentre Nicosia presso l’Orto dei Cappuccini); il teatro antico di Palazzolo Acreide , per la provincia di Siracusa; il parcoarcheologico di Kaukana a Santa Croce Camerina (Rg) e il teatro all’aperto Kalos di Termini Imereseper la provincia di Palermo.

Le nuove location: il Parco delle miniere di Montedoro (Caltanissetta), il Teatro Pietra Rosa di Pollina (Palermo), il Teatro Antico di Tindari nella Provincia di Messina e la Rocca di Cerere a Enna all’ombra del Castello di Lombardia. Si parte dal Teatro Antico Akrai di Palazzolo Acreide che inaugurerà la settima edizione il 14 luglio con la nuova produzione “Cassandra”, ideata e interpretata da Elisabetta Pozzi. Lo spettacolo, ispirato a Eschilo, Euripide e Seneca e con il contributo di Massimo Fini, è la rivisitazione in chiave contemporanea della figura di Cassandra che assume il significato di metafora della verità non ascoltate.

Il teatro antico ospiterà poi altri tre spettacoli fino al 11 agosto: “Truculentus” (22 luglio), “Orfeo de pazzi” (28 luglio) e “La fuga di Enea” (11 agosto). Il 15 luglio si inaugura il Teatro Antico di Morgantina, ad Aidone, quest’anno alla ribalta per il ritorno della “Venere”, che ospiterà quattro spettacoli: si parte con “Cassandra” seguita da “Truculentus” (23 luglio), “Operazione Lisistrata” (28 luglio) e “Argonauti” (2 agosto). Il Chiostro di San Francesco a Castelbuono dal 16 luglio ospiterà cinque spettacoli: “Cassandra”, “Orfeo de pazzi” (4 agosto), “Respiro” (8 agosto), “Alice’s room” (24 agosto), “Non riconosco allo specchio” (28 agosto). Il Tempio di Hèra di Castelvetrano Selinunte aprirà le scene il 17 luglio con un calendario di sei spettacoli. Si parte con “Cassandra” seguita da “Truculentus” (24 luglio), “Abitare il sogno” (30 luglio), “Decamerone” (31 luglio), “Radio Argo” (4 agosto), “La fuga di Enea” (10 agosto) e “ Baccanti” (12 agosto).

L’area antistante il teatro antico di Eraclea Minoa sarà lo scenario naturale di cinque spettacoli il primo il 19 luglio “Cassandra” poi “Il rosario” (24 luglio), “Argonauti” (3 agosto) “Shakespeare alla maniera dei fool!” (10 agosto), “Baccanti” (13 agosto). Quindi due delle nuove location di quest’anno: dal 20 luglio al Parco Minerario di Montedoro con “Truculentus”, “Altrailiade (5 agosto), “Focuranni” (9 agosto) e L’altro anfitrione” (12 agosto) e Il 21 luglio al Teatro Antico di Tindari, “Cassandra”, “Truculentus” (25 luglio), “Orfeo de pazzi” (29 luglio), “Decamerone” (2 agosto).

Sempre il 21 inaugura la Chiesa Sant’Ippolito di Piazza Armerina con “Il rosario” seguito da “Alice’s room” (24 luglio), “Orfeo de pazzi” (27 luglio), “Radio Argo” (7 agosto), “Respiro” (9 agosto). A seguire il 22 Il Parco archeologico di Kaukana, a Santa Croce Camerina, con un programma di quattro spettacoli “Il rosario” (22 luglio), “Decamerone” (1 agosto), “Argonauti” (4 agosto), “L’altro anfitrione” (10 agosto). Sempre in provincia di Ragusa la cava di pietra Franco di Modica, posta proprio di fronte alla chiesa di San Giorgio edificata con la pietra della stessa Cava , ospiterà dal 26 luglio tre spettacoli: “Orfeo de pazzi” (26 luglio), “Radio Argo” (5 agosto), “Shakespeare alla maniera dei fool!” (14 agosto).

La provincia di Palermo oltre alla programmazione di Castelbuono ospiterà spettacoli a Monte Jato dal 23 luglio e al teatro all’aperto Kalos di Termini Imerese, dal 24 luglio e al Teatro Pietrarosa di Pollina il 29 per un totale di altri dieci spettacoli. A San Cipirello in scena “Il rosario” (23 luglio), “Truculentus” (26 luglio), Orfeo de pazzi” (5 agosto). Al teatro Kalos, “Maleditta” (24 luglio), “Orfeo de pazzi” (31 luglio), “Divina commedia” (9 agosto), quindi a Pollina “Il rosario” (29 luglio), “Maleditta” (4 agosto), “L’altro Anfitrione”(9 agosto), “Shakespeare alla maniera dei fool!” (11 agosto).

Nella provincia di Enna, saranno altri quattordici gli spettacoli previsti: quattro a Villarosa – “Operazione Lisistrata” (27 luglio), “La padrona del giardino” (2 agosto), “Altrailiade” (6 agosto), “L’altro Anfitrione” (11 agosto) – tre alla Necropoli di Realmese di Calascibetta “Il rosario”(28 luglio), “L’altro figlio” (29 luglio), “Orfeo de pazzi” (30 luglio) – e tre all’Orto dei cappuccini di Nicosia – “Truculentus (28 luglio), “Maleditta la miseria” (5 agosto), “Baccanti” (11 agosto).

Ad agosto dal 9 apre il nuovo sito dei Capannicoli alla Rocca di Cerere a Enna con “La fuga di Enea” di e con Vincenzo Pirrotta.

Nella provincia di Siracusa saranno rappresentati altri quattro manifestazioni a Noto all’ex Convento dei gesuiti dove si inizia il 29 luglio con “Operazione Lisistrata”, “L’altro Anfitrione” ( 5 agosto), “Radio Argo (6 agosto), “Shakespeare alla maniera dei fool!” (13 agosto).

Anche quest’anno, il prezzo dei biglietti d’ingresso è rimasto popolare e contenuto, tra 13 e 10 euro. Sul sito teatridipietrasicilia.blogspot.com sono inoltre indicate le località in cui verrà applicata una riduzione a 8 euro per i residenti – iniziativa promossa già lo scorso anno per favorire la più ampia partecipazione delle cittadinanze. La vendita è presso i siti a partire dalle 19 nei giorni di spettacolo o in prevendita presso le biglietterie abituali e helloticket.

Per informazioni sui programmi e calendari sul sito www.teatridipietra.org e il blog http://teatridipietrasicilia.blogspot.com Dal 1 luglio sarà inoltre attivo il numero verde 800 024060 (operativo dalle 10 alle 14 ), per informazioni al pubblico.

sabato 25 giugno 2011

Scoperto un tesoretto di monete puniche nelle acque di Pantelleria

Un "tesoretto" di circa 600 monete bronzee del terzo secolo a.C. è stato scoperto a Pantelleria. Il ritrovamento è il primo concreto risultato delle indagini archeologiche subacquee per la valorizzazione dei siti sommersi in prossimità delle infrastrutture di Cala Tramontana a Pantelleria iniziate alcuni giorni fa. Il progetto è stato finanziato da Arcus SpA e sarà realizzato da Pantelleria Ricerche, dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, dalla Soprintendenza dei Beni Culturali di Trapani e dal Dipartimento di Storia dell'Università di Sassari.

"Durante le prime ricognizioni - spiega il dottor Leonardo Abelli, direttore scientifico del progetto - l'esploratore subacqueo Francesco Spaggiari ha individuato un'area che presentava una piccola dispersione superficiale di monete bronzee. L'approfondimento delle indagini ha permesso di riportare alla luce un tesoretto costituito da circa 600 monete".

Le monete recano al diritto una testa di donna con lo sguardo rivolto verso sinistra; l'acconciatura, che mostra alcune varianti, è sostenuta da una corona di grano: la figura è identificabile con la dea Tanit. Nel rovescio c'è invece una testa di cavallo che guarda a destra, elemento che potrebbe essere determinante per l'attribuzione della zecca. Ad una prima analisi, le monete sembrano infatti di zecca sardo-punica e siculo-punica spiega il prof. Pier Giorgio Spanu dell'Università di Sassari.
Si tratta di conii compresi entro un ambito cronologico tra il 300 e il 264 a.c., anche se la circolazione di tali monete è proseguita fino alla fine del terzo secolo a.C.. Il tesoretto di monete doveva essere originariamente riposto all'interno di un sacchetto o di un altro contenitore in materiale deperibile, o in alternativa (ma ciò è meno probabile) in un contenitore ceramico da cui le monete potrebbero essere fuoriuscite. Il prosieguo dello scavo potrà chiarire meglio la loro contestualizzazione.

In ogni caso, la cronologia delle monete si accorda con la datazione del materiale anforario presente in quantità nella cala, in particolare le anfore greco-italiche e le anfore cartaginesi che sembrano riportare ad un orizzonte cronologico della seconda metà del III secolo a.c. Anche se tali materiali potrebbero riferirsi non necessariamente ad un'imbarcazione naufragata, ma a diversi processi formativi del contesto (ad esempio un'operazione di alleggerimento dell'imbarcazione), la presenza del tesoretto lascia invece ben sperare circa la possibile esistenza di un relitto.


Il ritrovamento, spiega il soprintendente Sebastiano Tusa, rappresenta una conferma dell'importante ruolo economico che Pantelleria ebbe in epoca punico ellenistica come meta di scambi commerciali dalla Sicilia verso l'Africa e viceversa ed anche come luogo di produzione agricola. L'Assessore ai Beni Culturali ed all'identità Siciliana Sebastiano Missineo, congratulandosi per il ritrovamento ha confermato il suo impegno per rafforzare, anche grazie a questa scoperta, la già forte immagine di Pantelleria come meta primaria del turismo culturale archeologico Mediterraneo.

Il presidente di Arcus, ambasciatore Ludovico Ortona, plaude all'importantissimo rinvenimento delle monete antiche con la speranza che il prosieguo delle attività porti ad ulteriori rinvenimenti.

fonte dati:
ARCUS SpA - Società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo

Presentazione del documentario "L'eremo di Santa Febronia" a Palagonia (CT)

Verrà presentato a Palagonia il prossimo 30 giugno, in anteprima regionale, il documentario archeologico “L’eremo di Santa Febronia - i luoghi, il culto, la memoria”, diretto dal regista augustano Lorenzo Daniele e prodotto da Fine Art Produzioni, in collaborazione con le Associazioni Culturali “Archeorama” e “Amedit”.
La proiezione, che rientra nel programma organizzato dal Comune di Palagonia in onore dei festeggiamenti della Santa Patrona, sarà introdotta da una breve conferenza sulle ultime indagini archeologiche che vedono l’Eremo e tutta l’area delle “Coste di Santa Febronia” protagoniste di una storia millenaria.
Proprio il desiderio di diffondere e comunicare l’ “archeologia minore” siciliana ha spinto Fine Art Produzioni a impegnarsi nella realizzazione di questo film archeologico che è stato selezionato e proiettato alla XXI Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto, che si è tenuta nella città trentina lo scorso ottobre 2010.

Il documentario ripercorre l’affascinante storia millenaria di un eremo rupestre, scavato all’interno di un complesso monastico bizantino: gli affreschi settecenteschi in esso contenuti, sempre meno visibili a causa delle scarse condizioni di conservazione, costituiscono l’elemento portante del film.

Le ricerche scientifiche, coordinate dalla dott.ssa Laura Sapuppo, sono state condotte da tre archeologhe emergenti, Stefania Murgo, Alessandra Cilio e Gisella Verde. La regia è di Lorenzo Daniele, la fotografia e postproduzione di Mauro Italia, entrambi di Fine Art Produzioni, le musiche originali composte e dirette dal maestro Claudio Bennardo.